Torino 2020, annunciato il programma

Ci siamo. Al netto delle difficoltà, delle complessità che presenta l’attuale situazione, anche il Torino Film Festival è riuscito a convertirsi. Sì perché era tutto pronto, anche per questa rassegna una versione ibrida, che coinvolgeva la città ma al tempo stesso dava modo di prendervi parte da tutta Italia. Dato l’avvicendarsi degli eventi si è alla fine optato per un’edizione integralmente online, la prima in assoluto, la numero 38.

Ce lo dice lo stesso direttore, Stefano Francia di Celle: «Intraprendere un’avventura cosìimpegnativa è un po’come cimentarsi con un’ascensione alpinistica; e ora possiamo dirlo, anche con tutte le difficoltà del caso, siamo arrivati a raggiungere la vetta con quella commistione di fatica e di soddisfazione che lega il gruppo di tutti coloro che hanno accolto questa sfida così complessa».

La contingenza dunque come catalizzatore magari non per reinventarsi, ma almeno per testare soluzioni alle quali si è a conti fatti costretti. I numeri d’altro canto rimandano ad un’ordinarietà con cui forse si dovrà realmente venire a patti il prossimo anno, visto il numero esorbitante di produzioni interrotte e/o nemmeno cominciate. A ‘sto giro si registrano 133 film, di cui 64 lungometraggi, 15 mediometraggi, 54 cortometraggi, 29 lungometraggi opere prime, 52 anteprime mondiali, 16 anteprime internazionali, 4 anteprime europee e 40 anteprime italiane, il tutto su circa 4000 opere visionate. Numeri significativi, che si traducono a priori in un’edizione regolare in tutto e per tutto fuorché, appunto, la sala. Sala che il Festival non dimentica affatto, promettendo iniziative volte a coinvolgere la città non appena si potrà tornare a guardare film secondo quel rito a cui in molti, Deo gratias, sono ancora legati.

Di seguito i film in Concorso, Fuori Concorso e della sezione Stanze di Rol. Ricordiamo che l’edizione numero 38 si tiene dal 20 al 28 novembre 2020.

TORINO 38

BOTOX di Kaveh Mazaheri (Iran-Canada, 2020, 97′, col.) Akram e Azar sono sorelle. Entrambe mentono sulla scomparsa del fratello, dicendo a tutti che è fuggito in Germania. Con il tempo la bugia diventa sempre più ingestibile, arrivando a condurre le protagoniste in luoghi oscuri e misteriosi. Un dramma domestico costruito attorno ai temi del doppio, della verità e della menzogna e capace di passare con assoluta naturalezza dalla black comedy al giallo, dal visionario all’onirico. Audace nella forma, geometrico e precisissimo nello stile, fonde slapstick, Tex Avery e Blake Edwards con echi del cinema di Ioseliani ed elementi di poesia surreale.

CAMP DE MECI POPPY FIELD di Eugen Jebeleanu (Romania, 2020, 81′, col.) Cristi è un giovane poliziotto rumeno che vive un’esistenza conflittuale rispetto alla sua identità: lavora in un ambiente gerarchico e maschilista ma è omosessuale e cerca di conservare gelosamente il segreto sulla sua vita privata. Nei giorni in cui Hadi, il ragazzo con cui ha una relazione a distanza, è venuto a fargli visita dalla Francia, Cristi viene chiamato per un intervento: un gruppo nazionalista e omofobo ha interrotto la proiezione di un film a tematica lgbtqi+. Quando uno dei manifestanti minaccia di smascherarlo, Cristi perde il controllo.

CASA DE ANTIGUIDADES MEMORY HOUSE di João Paulo Miranda Maria (Brasile/Francia, 2020, 93′, col.) Cristovam, un uomo di colore originario delle zone rurali del nord del Brasile, si trasferisce in una città del sud, una ricca ex colonia austriaca, per lavorare inuna fabbrica di latte. Costantemente a contatto con persone xenofobe e conservatrici, il protagonista si sente estraneo rispetto alla comunità e solo. Quando scopre una casa abbandonata piena di oggetti che lo riportano alle sue origini, decide di trasferirsi in quel luogo dove piano piano i ricordi sembrano prendere vita spingendolo verso una trasformazione radicale. Un esordio magico che affonda nella tradizione folkloristica brasiliana per portare in scena le tensioni sociali e culturali dell’oggi.

THE EVENING HOUR di Braden King (USA, 2020, 115 ’, col.) Un tempo Dove Creek, in West Virginia, era la classica florida cittadina mineraria americana. Oggi, questa comunità post-industriale è in declino. Cole Freeman lavora come collaboratore sanitario a domicilio, occupandosi degli anziani ma neppure la venditaillecita di antidolorifici riesce a fargli sbarcare il lunario. Come tanti della sua generazione vuole cambiare vita ma le opportunità sono sempre poche e l’ambiente che lo circonda è in costante cambiamento. Cole appartiene a una generazione intrappolatain un vortice di paura esistenziale, mancanza di opportunità e inadeguatezza.

EYIMOFE THIS IS MY DESIRE di Arie & Chuko Esiri (Nigeria, 2020, 110′, col.) Mofe e Rosa vivono a Lagos, in Nigeria. Lui lavora in fabbrica, lei fa la parrucchiera e insieme progettano di emigrare all’estero per trovare una vita migliore. Il destino ostacola però i loro piani, e quando la realizzazione del loro sogno sfuma si vedranno costretti a riconsiderare anche la possibilità di costruire nel loro stesso mondo il futuro che desiderano. Dalla Nigeria un esordio potente in cui il dramma, ma anche la pazienza e la capacità di elaborare delle soluzioni, assumono le forme della quotidianità. Mofe and Rosa live in Lagos.

HOCHWALD WHY NOT YOU di Evi Romen (Austria/Belgio, 2020, 107’, col.) Mario ama danzare, ma per uno come lui la danza non potrà mai diventare un lavoro. Mario infatti è tossicodipendente e vive in povertà con la madre. Mentre si trova a Roma, viene coinvolto con l’amico Lenz in un attacco terroristico: Lenz muore, Mario resta illeso. Tornato al paese, viene accolto con indifferenza dai compaesani. Questa reazione finisce per destabilizzarlo ulteriormente. Quando incontra Nadim, un ragazzo che distribuisce il Corano e che insieme ai suoi fratelli lo aiuta a combattere la propria dipendenza, decide di convertirsi all’islamismo. Per il paese è un affronto. Dietro a tutte le sofferenze, il cuore di Mario batte ancora per la danza.

LAS NIÑAS SCHOOLGIRLS di Pilar Palomero (Spagna, 2020, 97′, col.) Celia ha undici anni e studia in una scuola di suore a Saragozza, dove vive con la madre. Insieme a Brisa, una nuova compagna di classe appena trasferitasi da Barcellona, si avviano verso l’adolescenza. Crescendo, nella Spagna dell’Expo e dei Giochi Olimpici del 1992, Celia scopre che la vita è fatta di molte verità, e di qualche bugia. L’esordio alla regia di Pilar Palomero non è solo il racconto della sua, vita ma anche il ritratto di molte donne spagnole cresciute negli anni Novanta, divise tra uno stile di vita tradizionale e uno ben più moderno fortemente caratterizzato dall’emancipazione.

MI ZHOU GUANGZHOU MICKEY ON THE ROAD di Lu Mian Mian (Taiwan, 2020, 95′, col.) Mickey e Gin Gin sono migliori amiche. Mickey si prende cura della madre che soffre di depressione; nel tempo libero frequenta il tempio cercando di unirsi alla squadra maschile di arti marziali. Gin Gin, più impulsiva, si guadagna da vivere ballando nellediscoteche. Quando Gin Gin escogita un piano per incontrarsi con Jay a Guangzhou, in Cina, Mickey decide di cercare il padre che anni prima aveva abbandonato lei e la madre. Affrontando situazioni a volte comiche, a volte brutali, Mickey e Gin Gin rafforzano la loro amicizia e raggiungono una matura consapevolezza di sé. Taiwan.

NAM-MAE-WUL YEO-REUM-BAM MOVING ON di Yoon Dan-bi (Korea, 2020, 105’, col.) Durante le vacanze estive, Okju e Donju si trasferiscono nella casa del nonno dopo il dissesto finanziario del padre. Mentre il giovane Dongju si adatta immediatamente, Okju prova invece un forte disagio. L’arrivo della sorella del padre, prossima al divorzio, cambia per fortuna le cose, e anche Okju comincia ad apprezzare la nuova vita in famiglia. Tuttavia, quando il nonno si ammala, zia e padre decidono di mandare l’uomo in una casa di cura e mettere in vendita la casa.

REGINA di Alessandro Grande (Italia, 2020, 82′, col.) Regina, una ragazza di quindici anni che ha perso la madre anni prima, sogna di fare la cantante. Il padre, Luigi, che rappresenta ormai tutta la sua famiglia, crede molto nel talento della figlia e non smette mai di supportarla. D’altra parte Luigi la capisce bene perchèlui stesso ha dovuto rinunciare alla propria carriera musicale proprio per stare vicino alla figlia. Il loro legame sembra fortissimo, indissolubile, almeno fino a quando, un giorno, un evento imprevedibile cambierà le loro vite.

SIN SEÑAS PARTICULARES IDENTIFYING FEATURES di Fernanda Valadez (Messico-Spagna, 2020, 97′, col.) Magdalena non ha più notizie del figlio da quando, mesi prima, ha lasciato il Messico per andare negli Stati Uniti. Le autorità spingono perchéMagdalena firmi un certificato di morte, ma l’incontro con un genitore in lutto spinge la donna a intraprendere un lungo viaggio per capire quale sia stato il destino del figlio. Magdalena incontrerà Miguel, un ragazzo costretto a rimpatriare dagli Stati Uniti, e con lui affronta la violenza e la desolazione di un paese profondamente cambiato. Un esordio secco, capace di raccontare attraverso una storia privata il dramma condiviso da un intero paese.

WILDFIRE di Cathy Brady (Regno Unito/Irlanda, 2020, 85′, col.) Lauren e Kelly sono sorelle legatissime, cresciute in una piccola città irlandese. Le loro strade si sono separate dopo la morte della madre e Lauren è rimasta sola ad affrontare l’oscuro e traumatico passato della famiglia. Data per dispersa da più di un anno, un giorno Kelly torna improvvisamente a casa. Dopo l’iniziale tensione le due donne ritrovano l’equilibrio andato inevitabilmente perduto. Unite più che in passato, Lauren e Kelly vogliono fare chiarezza sui segreti della loro famiglia: tuttavia la loro ricerca non è ben vista in città, dove si cerca di nascondere la verità e chi la cerca.

TORINO 38 Corti

BEFORE THE TYPHOON COMES di Chen Yun(Cina, 2020, 14’, col.) Chen va in spiaggia con il padre ma sfortunatamente un tifone è in arrivo. Decide di nuotare comunque e, mentre si trova mare, ha un incontro con il suo passato con il quale cerca di riconciliarsi. Una storia familiare vista dalla prospettiva di un bambino.

A BETTER YOU di Eamonn Murphy (Irlanda, 2019, 16′, col.) Douglas, giovane timido e introverso, vuole conquistare la ragazza dei suoi sogni. Decide allora di investire in un clone in carbonio, una versione migliorata di sé stesso. Tra la distopia e lo steampunk, una metafora sulle estreme conseguenze dell’uso dei social media.

L’ESCALE di Pieter De Cnudde (Belgio, 2020, 14’, col.) Tre personaggi si incontrano a una stazione di servizio. Una borsa piena di soldi e una biro distruggeranno i sogni e le speranze di ognuno.

LOS HONORES di Sergio Barrejón (Spagna, 2020, 14′, b/n.) Dopo aver passato più di vent’anni in carcere per l’omicidio di un agente di polizia, in segno di pentimento l’ex terrorista Sara chiede di parlare con il figlio della vittima. Andoni, un funzionario del carcere, la fa chiamare e la riceve nel suo ufficio per assicurarsi della sincerità e dell’onestà delle sue intenzioni.

JUST A GUY di Shoko Hara (Germania, 2020, 15′, col.) Un’intervista. Tre donne raccontano la loro relazione con Richard Ramirez, celebre serial killer degli anni ’80 conosciuto durante i suoi anni di prigionia. Il film d’animazione, costruito a partire dalle lettere scambiate tra le donne e Ramirez, mostra le emozioni delle persone coinvolte, svelando elementi familiari ma sottilmente disturbanti e ossessivi.

MÜNHASIR di Yeşim Tonbaz Güler (Turchia, 2020, 10’, col) Rimasta sola dopo la morte della figlia per una lunga malattia, mentre cerca diaccettare il dolore, Fazilet trova un pacco destinato alla figlia. In cerca di informazioni, busserà di porta in porta fino a trasformare il pacco nella cosa più importante della sua vita.

MY SISTER’S MERCY di Vladimir Koptsev (Russia, 2020, 9′, col.) During the Soviet-Afghan War, in the days when general secretary of the Communist Party Leonid Breznev, in a military hospital a young lieutenant wounded almost to death meets a young military nurse, tired almost to death. One meeting. One night. One candle. A short from Vladimir Koptsev, Alexander Sokurov’s pupil.

SLOUGH di Haruna Tanaka (Giappone, 2020, 14’, col.) Una mattina Hibari si sveglia di soprassalto con la sensazione di avere qualcuno accanto e in giardino trova la pelle di un serpente. Sono passati sei mesi da quando il figlio Tatsumi è morto in un incidente stradale e lei e il marito Seiji non riescono a riempire la voragine che la morte del figlio ha aperto tra di loro. Hibari esce per raggiungere il luogo dell’incidente portando con sé l’ombrello del figlio che offre a un uomo infradiciato incontrato per strada: improvvisamente l’uomo, come in una visione, entra in contatto con la memoria del ragazzo.

O NOSSO REINO/ OUR KINGDOM di Luís Costa (Portogallo, 2020, 15’, col.) In un regno fatto di pietra, un bambino vive in un vortice di morte e abbandono. Ogni giorno vaga per le strade del suo villaggio e la sera, quando torna a casa, non trova altro che il silenzio degli adulti. Solo il suono e il calore del fuoco mitigano il suo dolore. Il bambino non ha nessuno, ma piange solo quando si ritrova ancora una volta in strada, senza direzione o compagnia.

SEALSKIN di Ugla Hauksdóttir (Islanda, 2020, 13’, col.) Sol ha cinque anni e vive con il padre in una casa isolata sul mare. Passa le giornate sola con la propria immaginazione, mentre il padre, un compositore, è in crisi creativa. Quando Sol capisce che il papà è afflitto dal dolore, trova conforto in un vecchio racconto folkloristico islandese.

THE LAST MERMAID di Fi Kelly (Scozia/Regno Unito, 2019, 16′, col.) Pearl, sirena di mezza età, incallita fumatrice e incapace di nuotare, è la proprietaria della più celebre linea telefonica hot per appassionati di fantasie sessuali acquatiche di Scozia. La sua vita è completamente diversa da quelladelle sue affascinanti antenate. Quando la sua migliore amica Sadie le rivela una notizia sconvolgente, Pearl è costretta ad affrontare le sue paure: è l’ultima sirena in vita e se vuole mandare avanti la sua specie deve avere un figlio in fretta.

UNA NUOVA PROSPETTIVA di Emanuela Ponzano (Italia/Francia, 2020, 15’, col.) Seguendo un ragazzino che gioca in una foresta con alcuni compagni, scopriamo passo passo alcuni particolari: una bambina sola che piange, persone ammassate e in fila, poliziotti e guardie con i cani, un muro di filo spinato. Dove ci troviamo? E quando?

TORINO 38 Fuori Concorso

BILLIE di James Erskine (UK, 2019, 96’, col e b/n) Collaborazione con SeeYouSound

IL BUCO IN TESTA di Antonio Capuano (Italia 2020, 95’, col)

CALIBRO 9 di Tony D’Angelo (Italia 2020, 90′, col)

CLEANERS di Glenn Barit (Filippine 2019, 78′, col e b/n)

UNE DERNIÈRE FOIS di Olympe de G. (Francia 2020, 70′, col) Collaborazione con Fish&Chips

HELMUT NEWTON: THE BAD AND THE BEAUTIFUL di Gero von Boehm (USA/Germania 2020, 93′, col e b/n)

IN THE MOOD FOR LOVE di Kar-Wai Wong (Hong Kong/Cina 2000, 98′, col)

VERA DE VERDAD di Beniamino Catena (Italia/Cile 2020, 101′, col)

THE SALT IN OUR WATERS di Rezwan Shahriar Sumit (Bangladesh/Francia 2020, 100′, col) TorinoFilmLab

A SHOT THROUGH THE WALL di Aimee Long (USA 2020, 90′, col)

TOORBOS -DREAM FOREST di Rene Van Rooyen (Sud Africa 2020, 117′, col)

TORINO 38 Fuori Concorso – Documentari

L’ANFORA DI CLIO di Mario Acampa, Riccardo Alessandri (Italia 2020, 55′, col)

EZIO GRIBAUDO – LA BELLEZZA CI SALVERÀ di Alberto Bader (Italia 2020, 84′, col)

SUOLE DI VENTO – STORIE DI GOFFREDO FOFI di Felice Pesoli (Italia 2020, 81′, col)

MY AMERICA di Barbara Cupisti (Italia 2020, 96′, col)

RIONE SANITÀ, LA CERTEZZA DEI SOGNI di Massimo Ferrari (Italia2020, 57′, col)

LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI di Ilaria Freccia (Italia 2020, 83′, col e b/n)

LA SCUOLA PROSSIMA di Alberto Momo (Italia 2020, 69′, col)

TORINO 2020 – STORIE DA UN ALTRO MONDO di Alessandro Bignami (Italia 2020, 36′, col)

ZONA FRANCA di Steve Della Casa (Italia 2020, 55′, col e b/n)

LE STANZE DI ROL

ANINSRI DAENG/RED ANINSTI; OR TIPTOEING ON THE STILL TREMBLING BERLIN WALL di Ratchapoom Boonbunchachoke (Tailandia, 2020, 30′, col.)

ANTIDISTURBIOS / RIOT POLICE di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, 2020, col.)

BREEDER di Jens Dahl (Danimarca, 2020, 107′, col.)

THE DARK AND THE WICKED di Bryan Bertino (USA, 2020, 93′, col.)

EL ELEMENTO ENIGMÁTICO / ANONYMOUS ANIMALS di Alejandro Fadel (Argentina2020, 40’, col.)

FRIED BARRY di Ryan Kruger(Sudafrica, 2020, 99′, col.)

FUNNY FACE di Tim Sutton(USA, 2020, 95′, col.)

LUCKY di Natasha Kermani (USA, 2020, 81′, col.)

MOM, I BEFRIENDED GHOSTS di Sasha Voronov (Russia, 2020, 66’, col.)

THE OAK ROOM di Cody Calahan (Canada, 2019, 89′, col.)

THE PHILOSOPHY OF HORROR –A SYMPHONY OF FILM THEORY di Péter Lichter, Bori Máté(Ungheria, 2020, 60′, col.)

REGRET di Santiago Menghini (Canada, 2020, 16’, col.)