Stasera in tv: “The Bourne Supremacy” su Rete 4

Cast e personaggi

Matt Damon: Jason Bourne
Franka Potente: Marie Helena Kreutz
Brian Cox: Ward Abbott
Julia Stiles: Nicolette “Nicky” Parsons
Karl Urban: Kirill
Gabriel Mann: Danny Zorn
Joan Allen: Pamela Landy
Marton Csokas: Jarda
Tom Gallop: Tom Cronin
Tim Griffin: John Nevins
John Bedford Lloyd: Teddy
Ethan Sandler: Kurt
Michelle Monaghan: Kim
Karel Roden: Yuri Gretkov
Tomas Arana: Martin Marshall
Oksana Akinshina: Irena Neski

Doppiatori italiani

Francesco Bulckaen: Jason Bourne
Chiara Colizzi: Marie Helena Kreutz
Bruno Alessandro: Ward Abbott
Barbara De Bortoli: Nicolette “Nicky” Parsons
Massimiliano Manfredi: Kirill
Alessandro Quarta: Danny Zorn
Laura Boccanera: Pamela Landy
Michele D’Anca: Jarda
Antonio Sanna: Tom Cronin
Sergio Lucchetti: Teddy
Massimo Bitossi: Kurt
Milva Bonacini: Kim
Ennio Coltorti: Yuri Gretkov
Stefano De Sando: Martin Marshall
Guendalina Ward: Irena Neski

La trama

Jason Bourne (Matt Damon) ex agente CIA senza alcun ricordo della sua vita da killer si è trasferito nella lontana India in cerca di un po’ di pace insieme alla sua compagna Marie (Franka Potente), che cerca di aiutarlo a ricomporre giorno dopo giorno flash, reminiscenze, incubi che tornano a galla alla rinfusa senza purtroppo avere quasi mai un senso logico o illuminante.

Purtroppo anche se Bourne è riuscito a scampare alla caccia all’uomo di cui era diventato oggetto e ad aver momentaneamente fatto perdere le proprie tracce, l’Agenzia non molla certo l’osso, Bourne è pericoloso e fuori controllo e perciò va eliminato, perchè fonte d’imbarazzo e letale mina vagante.

Così l’ex agente si ritrova in men che non si dica ancora braccato, a rintracciarlo un killer che sembra avere legami con la mafia russa. Durante la fuga dal killer Marie perderà la vita e la morte della donna farà scattare in Bourne la consapevolezza di dover utilizzare le sue doti e la sua preparazione per colpire al cuore l’Agenzia, all’interno della quale nel frattempo si sta organizzando un complotto che lo vede come capro espiatorio di una missione miseramente fallita.

Il nostro commento

Stasera in tv su Rete 4 The Bourne Supremacy con Matt Damon (2)

Secondo capitolo della quadrilogia da grande schermo tratta dai romanzi di Robert Ludlum, dopo The Bourne Identity si cambia registro e regista, ma senza vanificare il lavoro fatto nel primo capitolo dall’efficace Doug Liman.

Al timone di The Bourne Supremacy passa Paul Greengrass (Bloody Sunday), che aumenta la dose action sfumando leggermente l’intreccio spionistico, quel poco che basta per aumentare la dinamicità della messinscena con un taglio “documentaristico” senza rovinare l’impatto e l’intento dell’efficace script, che resta nelle sapienti mani di Tony Gilroy (L’avvocato del diavolo, Michael Clayton) con una riscrittura non accreditata di Brian Helgeland (L.A. Confidential, Mystic River).

Bourne in questa seconda avventura dovrà affrontare il suo passato anche attraverso una delle sue vittime e di conseguenza affrontare i devastanti effetti collaterali della sua altra vita, insomma sul piatto vendetta, redenzione e complotti in un sequel degno del suo predecessore, con un efficacissimo protagonista e un gradito surplus di azione.

Curiosità

Stasera in tv su Rete 4 The Bourne Supremacy con Matt Damon (5)

  • Il film è il sequel di The Bourne Identity del 2002 ed è ispirato al romanzo “Doppio inganno” di Robert Ludlum.
  • Jason Bourne non sorride mai nel film.
  • A differenza del franchise di James Bond, tutti i dispositivi utilizzati da Bourne sono reali e possono essere acquistati in negozi specializzati.
  • Matt Damon ha colpito accidentalmente Tim Griffin che interpreta l’interrogatore CIA John Nevins durante la scena nel consolato.
  • “The Bourne Supremacy” è stato realizzato senza l’intenzione di fare un ulteriore sequel; la scena finale aveva anche lo scopo di dare al personaggio di Bourne una qualche conclusione e terminare correttamente la serie. Quando il terzo film ha avuto luce verde gli scrittori hanno dovuto scrivere la nuova storia intorno a questo epilogo.
  • Quando Bourne chiama Pamela Landy dal tetto, una voce si sente nel suo ufficio che dice “hanno bisogno di 90 secondi per triangolare la sua posizione”. Bourne disconnette la chiamata esattamente dopo 88 secondi.
  • Per dare a questo film il suo grintoso aspetto in stile documentaristico, il regista Paul Greengrass ha utilizzato per lo più riprese a mano e una tavolozza di colori tenui. Greengrass anche fatto in modo di evitare la computer grafica a tutti i costi infatti tutte le scene di stunt mostrate nel film sono state realizzate praticamente.
  • Nella casa di Monaco di Baviera, quando Jason Bourne utilizza il giornale arrotolato come arma, l’arte marziale in cui si esibisce è un derivato dell’Escrima, un’antica arte marziale filippina, chiamato anche Arnis o Kali. Questo stile di combattimento utilizza soprattutto bastoni per combattere e nei tempi moderni viene accompagnata dall’uso di oggetti di uso quotidiano come penne a sfera (come si vede in The Bourne Identity) e riviste arrotolate. Nel film è combinata con il Jeet Kune Do di Bruce Lee.
  • Bourne nel film porta una SIG-Sauer P225 (lo stesso modello di pistola modello usata dai poliziotti in The Bourne Identity). C’è una certa confusione rispetto al modello della pistola perché Bourne spara 12 volte senza ricaricare e una vera P225 contiene solo 8 colpi nel caricatore più uno in canna. Kirill utilizza invece una P99 e una Beretta 92FS Jarda.

  • A differenza del primo film, lo sceneggiatore Tony Gilroy stavolta ha letto il libro originale affermando di averlo re-immaginato e non solo adattato. Gilroy ha scritto una sceneggiatura originale con eventi chiave e personaggi tratti dal romanzo anche se ha sostituito Carlos lo Sciacallo con Kirill.
  • La penna che Jason Bourne utilizza per annotare gli appunti nella cabina telefonica è un Rotring 600. Si tratta di una penna a sfera moderatamente costosa (30-40$).
  • Il taxi che guida Bourne durante l’inseguimento in auto è un Volga 3110 di fabbricazione russa.
  • La stanza in cui Ward Abbott soggiorna nel Grand Hotel Westin a Berlino è la Suite Goethe, una delle numerose suite storiche a tema e decorate di questo albergo.
  • Il produttore Frank Marshall ha scelto Paul Greengrass come regista dopo aver visto Bloody Sunday (2002).
  • Il telefono cellulare che utilizza Jason Bourne è un Siemens ME45.
  • Il film originariamente terminava con la confessione alla figlia di Neski. A seguito di alcune anteprime in cui si lamentava che il finale fosse troppo cupo a poche settimane dall’uscita nelle sale è stata girata la scena aggiuntiva di New York con Bourne e Landy.
  • Prima che Brian Helgeland facesse una riscrittura non accreditata dello script, La sceneggiatura iniziale di Tony Gilroy era molto diversa. Invece che per mano di Kirill, Marie muore per caso quando un autobus esce fuori strada e la travolge. Bourne è furioso e impazzisce aggredendo l’autista quasi uccidendolo per poi essere arrestato dalla polizia. Un’ampia sezione del film era ambientata in una prigione indiana, dove Bourne si crea numerosi alleati e nemici prima di pianificare la sua fuga. Da questo punto in poi gli script seguono una traccia simile.
  • “The Bourne Supremacy” costato 75 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 288.

La colonna sonora

Stasera in tv su Rete 4 The Bourne Supremacy con Matt Damon (4)

  • Le musiche originali di “The Bourne Supremacy” sono di John Powell che ha musicato anche il precedente The Bourne Identity e i successivi The Bourne Ultimatum e Jason Bourne.
  • La colonna sonora include anche il brano “Extreme Ways” di Moby.

Stasera in tv su Rete 4 The Bourne Supremacy con Matt Damon (1)

TRACK LISTINGS:

1. Goa
2. The Drop
3. Funeral
4. Gathering Data
5. Nach Deutschland
6. To The Roof
7. New Memories
8. Berlin Foot Chase
9. Alexander Platz / Abbotts Confession
10. Moscow Wind Up
11. Bim Bam Smash
12. Atonement
13. Extreme Ways

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