Cinque incredibili luoghi del Sistema Solare

Si parla spesso dei meravigliosi luoghi che la Natura ha creato sulla Terra, ma vi siete mai domandati quali sono i paesaggi più incredibili del Sistema Solare? David Rothery, professore universitario di geologia planetaria, illustra in un articolo su The Conversation i cinque luoghi a suo avviso più spettacolari al di fuori del nostro Pianeta.. Marte. Si chiama Valles Marineris, ed è un enorme canyon: è lungo 3.000 chilometri, ampio centinaia di chilometri e profondo fino a 8.000 metri. «Se qualcuno fosse così fortunato da stare su un lato del canyon, non riuscirebbe a vedere il lato opposto perché sarebbe oltre l’orizzonte», spiega Rothery. Il canyon si formò probabilmente in seguito a fratture di natura tettonica, ma sarebbe diventato così profondo e ampio a causa dell’erosione delle forti alluvioni verificatesi oltre tre miliardi di anni fa (quando, pare, sul Pianeta Rosso vi era acqua allo stato liquido).. Mercurio. Il bacino Caloris è invece un enorme buco sulla superficie di Mercurio: l’impressionante cratere, il cui diametro misura 1550 chilometri, si formò in seguito all’impatto di un asteroide 3,5 miliardi di anni fa, e venne immediatamente ricoperto di lava. Alla vista si presenta come una grande pianura infuocata (da qui il nome latino Caloris Planitia, che significa pianura del calore), dove si superano i 400 °C. Il cratere è circondato dai monti Caloris, che raggiungono i duemila metri di altezza.. Venere. Per l’incredibile somiglianza con un paesaggio terrestre, Rothery segnala l’Ovda Regio, una struttura geologica che ricorda alcune catene montuose presenti sul nostro Pianeta, come i monti Appalachi, formatisi in seguito alla collisione di due continenti e con una peculiare struttura “a pieghe”.. Miranda (Urano). Definita dalla Nasa “la rupe più alta del sistema solare”, Verona Rupes è una scarpata alta settemila metri che si trova su Miranda, la piccola luna di Urano. Considerata la debole gravità e l’assenza di atmosfera, se una persona cadesse dalla cima impiegherebbe 12 lunghissimi minuti per arrivare in fondo: sulla Terra, un paracadutista in caduta libera copre la stessa distanza in una quarantina di secondi. C’è però anche da dire che, per quanto ne sappiamo (abbiamo solo un’immagine catturata dalla sonda Voyager 2 nel 1986), la pendenza della scarpata sembra essere di appena 45°. «Se qualcuno ci cadesse dentro, dubito che scivolerebbe», sottolinea Rothery. Data la temperatura diurna di Miranda (-170 °C), il suolo sarebbe ghiacciato e per nulla scivoloso.. Titano. Per concludere Rothery sceglie un paesaggio “magico”: è Ligeia Mare, una larga depressione riempita di metano liquido su Titano, la più grande delle lune di Saturno. Con una superficie di 126.000 km quadrati, il Ligeia Mare è paragonabile come estensione al nostro Mare Adriatico. In mezzo a questo mare si trova “l’isola che non c’è”, così chiamata perché appare e scompare, come testimoniano le immagini catturate dalla sonda Cassini..