I rischi psicologici di un viaggio verso Marte

Tra gli aspetti di più difficile gestione di eventuali future missioni su Marte ci sono sicuramente la notevole distanza da coprire e l’isolamento a cui inevitabilmente sarebbe sottoposto l’equipaggio durante il viaggio. Negli ultimi anni diversi studi hanno provato a simulare gli effetti di una simile esperienza sulla psicologia e sulle dinamiche di un potenziale gruppo di astronauti, con effetti non sempre prevedibili né incoraggianti.
Perché non mi parli? L’ultimo di questi esperimenti è stato condotto in Russia: obiettivo dello studio era quello di verificare l’evoluzione delle comunicazioni tra l’equipaggio e il controllo missione durante un ipotetico viaggio di oltre 380 milioni di chilometri.. Project SIRIUS (Scientific International Research In Unique terrestrial Station) questo il nome dell’esperimento, ha visto coinvolti due gruppi di 17 persone che tra il 2019 e il 2020 sono state rinchiuse per 120 giorni in una struttura che ha simulato l’interno di un veicolo spaziale in viaggio nello spazio profondo. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Frontiers in Psychology.
Addio puntualità… La ricerca ha evidenziato come il progressivo ritardo delle comunicazioni tra l’equipaggio e la Terra, che cresce all’aumentare della distanza percorsa dal veicolo spaziale, insieme all’isolamento, contribuiscano a modificare gli schemi di interazione tra gli astronauti e il controllo missione a Terra. Dal punto di vista pratico lo studio ha mostrato come, con il passare dei giorni, l’equipaggio tenda a essere meno puntuale nel riportare ciò che accade a bordo e diventi progressivamente più autonomo nel prendere le decisioni.. Indipendenti, ma non troppo. Se da un lato il fatto che gli astronauti si comportino sempre di più come un team sia di per sé positivo, è abbastanza preoccupante che, da metà missione in poi, ritenga sempre meno rilevante interpellare il controllo missione anche nelle situazioni più critiche. Questo comportamento, spiegano i ricercatori, rischia di compromettere una futura missione perché estromette il centro di controllo da ciò che succede a bordo. Lo studio inoltre ha confermato le differenze di comportamento tra uomini e donne già emerse durante altri esperimenti analoghi.
Uomini e donne. Gli psicologi hanno notato come le donne tendano ad essere più precise e regolari nelle comunicazioni con la Terra, e anche più inclini a segnalare i problemi. Gli uomini, al contrario, si focalizzano di più sul “fare” e sul risolvere eventuali impasse senza sentirsi in dovere di effettuare rapporti dettagliati come previsto dalle procedure.
Un altro giro. Lo scorso 4 novembre è “partita” una nuova missione SIRIUS, della durata prevista di 8 mesi: chissà se i 17 volontari resisteranno fino alla fine….