I satelliti che tengono d’occhio l’Amazzonia

La foresta amazzonica ha perso nell’ultimo decennio una superficie di 5,2 milioni di ettari, pari all’incirca alle dimensioni del Costa Rica.
Dati al… cubo. È quanto emerge dal progetto Sentinel-1 for Science: Amazonas che sfrutta le immagini radar satellitari Sentinel-1 dell’Esa per stimare la perdita di foreste. Il progetto utilizza un design “a cubo” di dati spazio-temporali (noto anche come StatCubes), in cui le informazioni statistiche rilevanti per identificare la deforestazione vengono estratte in ogni punto dalla cronologia di dati collezionata dal radar.. Ogni giorno infatti i satelliti Sentinel-1 raccolgono milioni di gigabyte di dati che vengono acquisiti, sia di giorno sia di notte, indipendentemente dalla copertura nuvolosa, dalla foschia, dal fumo o dagli aerosol, consentendo di monitorare la deforestazione e il degrado forestale con cadenza almeno bisettimanale.
La sfida. La sfida consiste nel trovare metodi adeguati per estrarre, da questa mole di dati, indicatori della perdita di foreste, in modo che le anomalie nelle serie temporali possano essere rilevate regolarmente e coerentemente nelle foreste tropicali.
Le foreste trattengono una grande quantità del carbonio terrestre e svolgono un ruolo importante nella compensazione delle nostre emissioni di combustibili fossili. Dal 2015, grazie alla missione Copernicus Sentinel-1, è possibile monitorare le foreste tropicali con un intervallo di 6/12 giorni.. Neha Hunka, esperta di telerilevamento presso Gisat (partner dell’Esa), ha commentato: «Quello che vediamo dallo spazio è che oltre un milione di ettari di foreste umide tropicali scompaiono ogni anno nel bacino amazzonico; l’anno peggiore è stato il 2021 in Brasile. Possiamo tracciare queste perdite e riferirle in modo trasparente e coerente ogni 12 giorni d’ora in poi».
Dati aperti. Anca Anghelea, Open Science Platform Engineer dell’ESA, ha aggiunto: «Fornendo dati e codice ad accesso aperto attraverso l’Open Science Data Catalogue dell’ESA e la piattaforma openEO, intendiamo consentire ai ricercatori di tutto il mondo di collaborare e contribuire all’avanzamento delle conoscenze sulle nostre foreste globali e sul ciclo del carbonio».
Pertanto, nell’ultima fase del progetto, un’attenzione fondamentale sarà rivolta all’Open Science, alla riproducibilità, al mantenimento a lungo termine e all’evoluzione dei risultati ottenuti nel Sentinel-1 for Science: Amazonas.
I risultati attuali del progetto sono disponibili cliccando qui..