Perché non riusciamo a eradicare la polio?

La corsa all’eradicazione mondiale della polio rischia di arenarsi a pochi metri dal traguardo. Soltanto all’inizio dell’anno prevaleva un cauto ottimismo sulla possibile cancellazione globale di questa malattia virale altamente contagiosa, un tempo responsabile di milioni di morti all’anno.
Grazie ai vaccini, i casi globali di polio sono calati del 99%, passando da 350.000 alla fine degli Anni ’80 ai 240 casi di quest’anno. Il poliovirus selvaggio rimane endemico soltanto in Pakistan e Afghanistan, che comunque riferivano, a inizio 2022, appena quattro di casi in totale. Tuttavia, negli ultimi mesi i segnali di un possibile ritorno della polio hanno fatto capolino in diversi Paesi, compresi alcuni ritenuti da tempo liberi dall’infezione.. Sgradito ritorno. A febbraio 2022 il Malawi ha annunciato il suo primo caso di polio in 30 anni, dopo che una bambina di 3 anni è rimasta contagiata dal virus importato probabilmente dal Pakistan: si è trattato della prima infezione di poliovirus selvaggio in Africa da 5 anni a questa parte. Il Pakistan a sua volta ha riportato 14 casi, 8 dei quali nello stesso mese la scorsa primavera. A marzo la polio è ricomparsa in Israele, dove non si vedeva dal 1988.. Il virus nelle fogne. A giugno gli organismi di sorveglianza epidemiologica nel Regno Unito hanno scoperto tracce del virus della polio in diversi campioni d’acqua prelevati dalle fognature di Londra. L’ultimo caso di polio nel Regno Unito risale al 1984 e al momento non sono stati evidenziati nuovi contagi, ma anche se il rischio generale resta basso, le autorità hanno invitato la popolazione a verificare di aver effettuato l’intero ciclo di quattro vaccini antipolio per ridurre le possibilità di trasmissione.
Nella prima metà di agosto, lo stesso allarme è arrivato dalle fognature di New York; tre settimane prima, un’infezione da poliovirus aveva condotto alla paralisi un uomo residente a Rockland County, a nord della Grande Mela.. Da dove arriva il patogeno? Il virus isolato a Londra è dello stesso tipo del poliovirus attenuato usato nei vaccini orali antipolio, somministrati nelle campagne di vaccinazione di massa nei Paesi in via di sviluppo.
Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, esistono infatti due tipi di vaccini antipolio, «quello “inattivato” di Salk (IPV), da somministrare con iniezione intramuscolo, e quello “vivo attenuato” di Sabin (OPV), da somministrare per via orale. Il vaccino di Sabin, somministrato fino ad anni recenti anche in Italia, ha permesso di eradicare la poliomielite in Europa ed è raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità nella sua campagna di eradicazione della malattia a livello mondiale». Ma le persone immunizzate con esso possono brevemente disperdere il virus attenuato attraverso le feci.. Questo comporta un potenziale rischio nei Paesi in cui la campagna vaccinale va a rilento e non è omogenea, o nei quartieri dei Paesi teoricamente “a rischio zero” in cui siano però presenti sacche di popolazione non vaccinate contro la polio. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, così come in Italia, si usa un vaccino iniettabile a base di un virus inattivato che non si diffonde attraverso le feci – per questo si pensa che i virus trovati nelle fognature arrivino da un individuo vaccinato con il vaccino orale, o da un non vaccinato rimasto contagiato da un virus derivante da vaccino mentre si trovava all’estero.. scetticismo e pandemia. Tutti questi casi a macchia di leopardo suggeriscono che il virus, nella sua forma selvaggia o vaccino-derivata, stia circolando sottotraccia da almeno un anno, complice la pandemia di covid che ha bloccato per mesi le campagne di vaccinazione di massa. A rallentare gli sforzi ci sono anche altri fattori: politici (in Afghanistan i Talebani si sono a lungo opposti al vaccino anti-polio), sociali (il nomadismo di alcune popolazioni), geografici (l’inaccessibilità di alcuni territori) ma anche ideologici: in Pakistan e Afghanistan si è diffusa la convinzione che i vaccini siano un’arma occidentale per sterilizzare la popolazione.. Missione possibile. La polio è difficile da eradicare anche perché si diffonde in modo silenzioso, causando sintomi simil-influenzali. Ma in un contagiato su 200 conduce a una paralisi irreversibile: quando emerge un caso di polio paralizzante significa quindi che ci sono anche centinaia di altri casi non tracciati.
Per riuscire a debellare la polio per il 2026, come prevede un piano della Global Polio Eradication Initiative, occorre interrompere la trasmissione sia di tutti i ceppi di poliovirus selvaggio sia del virus vaccino-derivato. Ma serve anche migliorare le condizioni di vita nei Paesi in cui il virus è ancora presente: il poliovirus, anche nella sua forma attenuata, si diffonde più facilmente dove l’accesso all’acqua pulita e a servizi igienici adeguati non sono garantiti..