Risolto il mistero lunare: non è opera dell’uomo!

A novembre del 2021 la fotocamera del rover cinese Yutu-2, che si trova in esplorazione sulla Luna, aveva fotografato una “strana” struttura, nel cuore del cratere Von Kármán, che, tra la distanza (l’oggetto misterioso si trovava a circa 200 metri dal rover) e la scarsa nitidezza dello scatto, a qualcuno ha ricordato la forma di una capanna. A dire il vero, dopo che l’immagine ha fatto il giro del web, ci hanno visto di tutto: un grosso cubo, una “copia lunare” dell’Arco di Trionfo, una struttura megalitica in stile Stonehenge…. Era ovvio (vero?) che non si trattasse di una costruzione artificiale, ma l’attesa per sapere di più sulla natura di quell’oggetto è cresciuta col tempo, man mano che il rover si avvicinava per scrutarlo da vicino. Anche gli scienziati erano curiosi, perché si tratta di un oggetto di una certa dimensione e totalmente isolato.
Spiegato nei dettagli! Ora il rover cinese si è avvicinato abbastanza da poterlo immortalare con una certa nitidezza e l’oggetto si mostra per quello che è: un grosso sasso. Solo che uno dei tecnici addetti alla guida del rover, alla sua vista sembra che abbia esclamato: «Caspita… Ma questo è un Coniglio di Giada!». E infatti nel comunicato rilasciato dall’agenzia spaziale cinese si legge: “Varie pietre presenti di fronte al Coniglio di Giada assomigliano ad una carota e alcuni sassi rotondeggianti che si trovano dietro sembrano gli escrementi del coniglio dopo un pasto”. Sarà, certo che a passare da “misteriosa capanna” a “coniglio di giada” il passo è stato brevissimo…. In realtà, “Coniglio di Giada” è un soprannome tutto sommato adatto per questo oggetto, visto che, come gli altri nomi legati alla serie di missioni cinesi Chang’e-3, Chang’e-4 e Chang’e-5, anch’esso è ispirato alla leggenda di Chang’e: era il marito della bellissima figlia di un imperatore cinese, volato sulla Luna dove era finito a vivere in un gigantesco palazzo, in compagnia di Yutu, il Coniglio di Giada, appunto.
Un grande successo. E proprio Yutu è il nome che l’agenzia aveva scelto anche per il rover atterrato sulla Luna tre anni fa (il 3 gennaio 2019), mentre Chang’e-4 è il lander che lo ha trasportato sul suolo del nostro satellite naturale. Si tratta di una missione particolarmente importante perché per la prima volta trasportava un mezzo robotico in grado di spostarsi sulla faccia nascosta della Luna. Da allora il rover ha lavorato insistentemente per oltre 36 mesi, mettendosi a riposo solo durante le notti lunari: e pensare che l’agenzia cinese si era prefissata di vederlo in attività per soli tre mesi!
I rover ora si trova nel cuore del bacino Polo Sud-Aitken (un enorme cratere meteoritico di 2.500 chilometri di diametro). Durante questi 36 mesi di lavoro ha percorso circa un chilometro.
Le domande. Ma tornando al Coniglio di Giada, restano aperte alcune domande: è una roccia autoctona o è arrivata da altrove? In questo secondo caso, come sarebbe arrivata lì? A queste domande gli scienziati cinesi tenteranno di dare una risposta anche grazie ai dati acquisiti durante il percorso compiuto dal rover. Intanto i tecnici aspettano le immagini che il rover e la piattaforma di trasporto si sono scattate reciprocamente lo scorso 11 gennaio, che ci diranno qualcosa sulle reali condizioni dei due esploratori..