Stasera in tv: “Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente” su Canale 5

Cast e personaggi

Rodrigo de la Serna: Jorge Mario Bergoglio da giovane
Sergio Hernández: Jorge Mario Bergoglio da anziano
Muriel Santa Ana: Alicia Oliveira
José Ángel Egido: Velez
Àlex Brendemühl: Franz Jalics
Mercedes Morán: Esther Ballestrino
Pompeyo Audivert: Mons. Enrique Angelelli
Paula Baldini: Gabriela
Claudio De Davide: Card. Tarcisio Bertone
Andrés Gil: Padre Pedro
Maximilian Dirr: Giovane Prete
Marco Di Tieri: Quique

Doppiatori italiani

Simone D’Andrea: Jorge Mario Bergoglio da giovane
Dario Penne: Jorge Mario Bergoglio da anziano
Anna Cesareni: Alicia Oliveira
Ambrogio Colombo: Velez
Angelo Maggi: Franz Jalics
Ludovica Modugno: Esther Ballestrino
Franco Mannella: Mons. Enrique Angelelli
Emanuela Damasio: Gabriela
Oliviero Dinelli: Card. Antonio Quarracino
Saverio Indrio: Tenente Salazar
Graziella Polesinanti: Madre di Jorge
Roberto Fidecaro: Padre di Jorge
Barbara Salvucci: Norma
Flavio Aquilone: Luisito

Trama e recensione

Cari amici, la gioia! Non abbiate paura di essere gioiosi! Non abbiate paura della gioia! Quella gioia che ci dà il Signore quando lo lasciamo entrare nella nostra vita, lasciamo che Lui entri nella nostra vita e ci inviti ad andare fuori noi alle periferie della vita e annunciare il Vangelo. Non abbiate paura della gioia. Gioia e coraggio!

Quello narrato in Chiamatemi Francesco – Il papa della gente è un viaggio umano e spirituale durato più di mezzo secolo, sullo sfondo di un paese, l’Argentina, che ha vissuto momenti storici controversi, fino all’elezione al soglio pontificio nel 2013. Negli anni della giovinezza Jorge è un ragazzo come tanti, peronista, con una fidanzata, gli amici, e una professoressa di Chimica, Esther Ballestrino, cui rimarrà legato per tutta la vita. Tutto cambia quando la vocazione lo porterà a entrare, poco più che ventenne, nel rigoroso ordine dei Gesuiti. Durante la terribile dittatura militare di Videla, Bergoglio viene nominato, seppur ancora molto giovane, Padre Provinciale dei Gesuiti per l’Argentina. Questa responsabilità in un momento così tetro metterà alla prova, nel modo più drammatico, la fede e il coraggio del futuro Papa. Jorge nonostante i rischi si impegnerà in prima persona nella difesa dei perseguitati dal regime, ma pagherà un prezzo umanamente altissimo vedendo morire o “scomparire” alcuni tra i suoi più amati compagni di strada. Da questa esperienza Bergoglio uscirà cambiato e pronto a vivere il suo impegno futuro nella costante difesa degli ultimi e degli emarginati. Divenuto Arcivescovo di Buenos Aires continuerà la sua opera di aiuto agli abitanti delle periferie, difendendoli dalle sopraffazioni del potere e promuovendone la crescita individuale e collettiva. Il racconto si conclude con l’indimenticabile serata in cui, in una piazza San Pietro stracolma di folla, Jorge Bergoglio vestito di bianco e con una croce di ferro, saluterà il mondo con il nome di Francesco, con la schietta semplicità e l’umanità profonda con cui tutti siamo abituati a conoscerlo.

Curiosità

  • Il regista Daniele Luchetti ha diretto anche Mio fratello è figlio unico, La scuola, Arriva la bufera, Il portaborse, Anni Felici.
  • “Chiamatemi Francesco – Il papa della gente” prodotto da TaoDue e distribuito da Medusa, in collaborazione con Mediaset Premium, sarà presentato in anteprima mondiale in Vaticano il prossimo 1° dicembre.
  • L’idea di di fare un film su Papa Francesco è venuta al produttore Pietro Valsecchi colpito dalla straordinaria statura morale e forza rivoluzionaria dell’apostolato del nuvo pontefice. Il film trae espirazione dal libro “Francesco il Papa della gente” di Evangelina Himitian.
  • Papa Francesco nel film è interpretato da due attori, l’argentino Rodrigo De la Serna nella sua gioventù (dal 1961 al 2005) e nella maturità (dal 2005 al 2013) dal cileno Sergio Hernandez. Tra i crediti di Rodrigo De La Serna c’è il film biografico “I diari della motocicletta” di Walter Salles e il dramma “Segreti di famiglia” di Francis Ford Coppola.
  • Chiamatemi Francesco – Il papa della gente è stato girato in 15 settimane tra Argentina, Germania e Italia.
  • Le musiche originali del film sono del compositore Arturo Cardelús (Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe).

Note di regia

“Chiamatemi Francesco” è un film inchiesta. Un’inchiesta iniziata quasi due anni fa a Buenos Aires, dove con Pietro Valsecchi prima, e con Martin Salinas poi, ci siamo messi sulle tracce di Bergoglio. Il primo incontro è un aneddoto che vale la pena raccontare. Avevamo fatto sapere in giro che avremmo voluto incontrare persone che l’avevano conosciuto bene. Il primo a presentarsi fu un vecchietto scattante: si diceva uno dei suoi migliori amici. Mi porse una foto sbiadita. Una classe di bambini di sei anni. Confusi tra decine di ragazzini, mi fece vedere lui stesso, e dall’altro capo della foto Jorge, il suo caro amico.
“Abbiamo passato assieme tutta la prima elementare”
“E poi?”
“Poi basta”
“Come basta? Tutto qui?”
“Si vedeva già che era un bambino speciale, che sarebbe diventato un santo”
E si era sistemato sulla poltrona, sorridente, pronto a passare alcune ore nell’approfondimento di questo breve ricordo, probabilmente falso. Così ho capito abbastanza rapidamente che il rischio santino era dietro l’angolo. Il personaggio che smuove i cuori di cattolici e laici era già stato incasellato in un reticolo di luoghi comuni. Per capire cosa raccontare, per mantenere una relazione onesta con il personaggio, senza esaltarlo ne’ ridurlo, ho dovuto scavare molto. Finché sono arrivate le prime illuminazioni. “Jorge era un uomo preoccupato”. “Jorge ha sorriso per la prima volta quando lo abbiamo visto diventare Papa”. Tutti indizi che andavano in un’unica direzione. Bergoglio è così oggi perché è stato in altro modo nel passato. Ha avuto la fortuna di vivere una vita lunga che gli ha permesso di imparare, crescere, evolvere. Una fortuna per lui, ma anche per un narratore che si era messo sulle sue tracce per cercare di capire come mai quest’uomo oggi trasmette queste emozioni e perché sembra non aver paura di nulla. Non ha paura, perché è passato attraverso molti inferni e qualche purgatorio. Questo non è un film religioso. È un film che racconta un personaggio che crede. E nel raccontarlo sono stato dalla sua parte, ammirando e invidiando ogni sua scelta, cercando di mettere assieme gli indizi, scrutando il suo volto durante omelie e interviste di “prima” della sua elezione, e infine cercando di rispettare una verità – sia pure ipotetica – ma soprattutto le leggi del raccontare, che impone il tentare di essere comunicativi senza barare. Un cenno agli attori argentini, cileni e spagnoli che mi hanno seguito in questa avventura: ho avuto un cast straordinario, che ha saputo sostenere la storia dando credibilità e umanità ai personaggi realmente esistiti e a quelli che ho reinventato mettendo assieme più persone in un volto solo. Fare questo film è stato un campo di battaglia nel quale ho imparato molto, conosciuto da vicino persone incredibili. L’Argentina, dove le ferite sono ancora fresche ma dove circola una incredibile energia, dove i problemi economici ogni giorno liberano energie per noi totalmente nuove. Non è un caso che il rinnovamento della chiesa potrebbe venire dall’America Latina. Per me è stato un onore scavare nelle radici di una persona che catalizza su di se l’energia di un intero continente e dei suoi movimenti politici, religiosi, culturali. Ha avuto la fortuna di vivere una vita che somiglia ad una narrazione. Non tutti abbiamo questo onore nelle nostre vite. [Daniele Luchetti]

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