Stasera in tv: “Il professore cambia scuola” su Rai 3

Cast e personaggi

Denis Podalydès: François Foucault
Abdoulaye Diallo: Seydou
Tabono Tandia: Maya
Pauline Huruguen: Chloé
Alexis Moncorgé: Gaspard
Emmanuel Barrouyer: Il preside
Zineb Triki: Agathe
Léa Drucker: Caroline
François Petit-Perrin: Rémi
Marie Rémond: Camille
Charles Templon: Sébastien
Mona Magdy Fahim: Rim

Doppiatori italiani

Antonio Palumbo: François Foucault
Andrea Carpiceci: Seydou
Greta Bonetti: Chloé
Francesco Trifilio: Gaspard
Elena Rossetto: Maya
Luca Appetiti: Il preside
Tatiana Dessi: Caroline
Elena Fiorenza: Agathe
Francesco Fabbri: Rémi
Silvia Avallone: Camille
Riccardo Burbi: Sebastien
Barbara Fraccascia: Rim

La trama

Francois Foucault (Denis Podalydès) che insegna nel più prestigioso liceo della Parigi bene. Per farsi bello con una funzionaria ministeriale, si lancia in dichiarazioni di principio che lo precipitano suo malgrado direttamente nella più disagiata scuola delle banlieue. Una realtà che tenta di dominare con i suoi metodi completamente inadeguati e fallimentari. Finché non capisce che deve rovesciare il suo punto di partenza. Attraverso l’empatia e la comprensione, François riesce a far breccia sui ragazzi e il suo ruolo d’insegnante riuscirà ad affermarsi e a fare di lui un nuovo “Capitano, mio capitano”… Tra successi, sconfitte, momenti bui e felicità, quando finisce il suo anno di esilio, i suoi studenti sono cambiati. E lui di più.

Note di regia

Sono sempre stato interessato, sicuramente per via del mio ambiente familiare, al settore dell’istruzione scolastica, alle questioni relative alla pedagogia e all’uguaglianza di opportunità all’interno del sistema educativo. Sono stato quindi portato naturalmente a lavorare su un soggetto che affrontasse questi temi. E in seguito, ho sentito il desiderio con “Il professore cambia scuola” di raccontare lo scontro tra due mondi, due realtà sociali.

Un’immersione nella realtà

Consapevole che non mi sarei potuto accontentare dei miei ricordi d’infanzia, dovevo entrare nella pelle del mio personaggio principale e confrontarmi con una realtà liceale contemporanea. Ho fatto scouting, visitato molte scuole tecniche e professionali, ho incontrato insegnanti e associazioni e mi sono reso conto che i problemi più importanti per gli studenti erano relativi alle scuole superiori come cerniera tra l’infanzia e l’età adulta. È durante questi quattro anni che avviene una mutazione, si forma il carattere e prende il via un orientamento personale e professionale. Ho vissuto al ritmo di cinquecento studenti e quaranta professori dell’istituto Maurice Thorez de Stains per più di due anni, il tempo necessario ad osservare questo universo così complesso. Il preside della scuola mi ha aperto l’accesso alle aule, ai consigli di classe, alla sala insegnanti, agli incontri pedagogici e a tutto ciò che riguarda la vita di tutti i giorni in un istituto superiore, permettendomi di avvicinarmi il più possibile alla realtà.

La scuola nella banlieue contemporanea

Con “Il professore cambia scuola” volevo essere realistico, non per avvicinarmi documentario, ma per rafforzare la finzione. A contatto con gli studenti, mi è stato chiaro da subito che loro erano gli unici in grado di trasferire le loro parole sullo schermo e che nessuno meglio di loro avrebbe potuto incarnare quei personaggi. Pertanto, solo i ruoli principali della sceneggiatura sono stati interpretati da attori professionisti. Questo film non è destinato a mostrare una verità sulla capacità del sistema educativo nazionale francese né a fornire risposte e soluzioni per le scuole situate in zone “difficili”. Ispirato alle recenti, contraddittorie opere di Philippe Meirieu e Liliane Lurçat, mi piacerebbe che il mio film possa offrire una fotografia dell’istruzione pubblica e aprire il dibattito sulle possibili risposte che l’educazione nazionale può dare a questi studenti, a cui è difficile proporre un modello pedagogico unitario.

Un professore costretto a mettere in discussione le sue certezze

François, interpretato da Denis Podalydès, è professore da diversi anni in una prestigiosa scuola superiore quando viene nominato per una cattedra in una “zona d’istruzione prioritaria”. Forte della sua esperienza e delle sue idee preconcette, è convinto che presto sarà in grado di indirizzare per la retta via i giovani della banlieue e che, per la maggior parte, il suo obiettivo consiste nell’insegnare quel rigore che è stato troppo a lungo trascurato. A confronto con una situazione che va oltre le sue previsioni, si rende conto che uno stesso metodo non produce i medesimi effetti ovunque e dunque, sfortunatamente, le teorie che hanno forgiato i suoi principi educativi fino ad allora rivelano i loro limiti di fronte a situazioni “difficili”. Questa sensazione spaventosa ed eccitante della necessità di una ricerca perpetua di una pedagogia adatta a ciascun caso è l’argomento che ha guidato il mio lavoro e che il film cerca di proporre. Non voglio che questo professore sia un “eroe”. Deve suscitare empatia e consentire l’identificazione, grazie alla sua posizione di “ingenuo” a cui devono essere aperti gli occhi. Il suo obiettivo è inizialmente puramente egoista e pretenzioso. Lui desidera principalmente convalidare le sue teorie ed è distante dalla volontà di aiutare i giovani della banlieue. Questa posizione da “colonialista” lo porterà al fallimento e per uscirne dovrà trovare la sua strada verso una pedagogia alternativa.

[Olivier Ayache-Vidal]

La colonna sonora

  • Le musiche de “Il professore cambia scuola” sono curate da Martin Caraux (Due fidanzati per Juliette, Il medico di campagana, Un divano a Tunisi, Antigang – Nell’ombra del crimine)

Le canzoni del film:

“Glad I Waited” – Polly Gibbons / Donald Black & Alexander Rudd
“Who Knows” – Marion Black
“Peer Gynt” – Edvard Grieg
“Perhaps, Perhaps, Perhaps” – Doris Day / Osvaldo Farres
“The Mole Man” – Schwab
“VB Drop” – Ronald Fritz & JOAT
“Digital Sunset Funk.” – Gary Royant
“Uptown Girl” – David Lynch
“Bump Bump” – Charles Kendall Gillette
“100 days, 100 Nights” – Sharon Jones & The Dap-Kings
“Hipster Shakes” – Black Pistol Fire
“Si maman si” – France Gall / Michel Berger (coro finale)

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