The Mitchells vs. the Machines, il film d’animazione Sony passa a Netflix

Inizialmente intitolato Connected, dopo il rinvio dell’uscita in sala, inizialmente previsto ad ottobre scorso, il film d’animazione di Sony Pictures, da qui in avanti The Mitchells vs. the Machines, va ad aggiungersi ai titoli divincolatisi dalla sala per accasarsi presso Netflix. Il gigante dello streaming online si assicura perciò un altro progetto dal potenziale interessante, nell’ambito di quella sua corsa tesa ad ampliare l’offerta dei cosiddetti Original Animation, rispetto a cui l’uscita di Over the Moon ha rappresentato una sorta di consacrazione, il tassello che ne ha in qualche modo segnato lo step convenzionalmente fin qui più significativo.

Phil Lord e Chris Miller, i due registi che hanno già lavorato insieme per Spider-Man – Un nuovo universo, hanno manifestato la propria soddisfazione per come sono andate le cose, chiosando con una battuta: «siamo orgogliosi del film che abbiamo fatto tutti insieme, in più, da quello che abbiamo capito, le nostre sottoscrizioni sono state estese in perpetuo quale parte dell’accordo. Non siamo avvocati, ma ci pare una buona cosa».

The Mitchells vs. the Machines è la storia di una famiglia che fatica a rapportarsi con la crescita della tecnologia in tutto il mondo. Quando Katie Mitchell viene accettata dall’università di Cinema dei suoi sogni, i suoi piani vengono ribaltati dalla decisione del padre Rick, il quale decide che l’intera famiglia debba accompagnare la giovane per questa sua nuova avventura, al fine di rinsaldare un legame inesorabilmente destinato a cambiare. Un ultimo viaggio tutti insieme insomma.

Un altro film a tematica familiare insomma, così come in fondo è Over the Moon. Ma l’offerta di Netflix lato animazione da qui al prossimo biennio è ampia, con in lavorazione lo stop motion di Pinocchio diretto da Guillermo del Toro, Apollo 10 1/2: A Space Age Adventure di Richard Linklater ed il seguito di Galline in fuga direttamente dalla Aardman, giusto per citarne alcuni.

Il piano, senz’altro ambizioso, è quello di porsi quale più di una semplice alternativa a Disney. Non si spiegherebbe diversamente la mossa ha visto il colosso dello streaming affittare lo scorso anno uno studio a Burbank di oltre quindicimila metri quadri, dedicato esclusivamente allo sviluppo di lavori d’animazione. D’altro canto Ted Sarandos, CEO di Netflix, è stato chiaro: «Siamo sul punto di rendere disponibili sulla nostra piattaforma sei film d’animazione all’anno, qualcosa che mai nessuna major ha fatto finora, e questo senza contare la cospicua lista di serie animate». È vero, trattasi di un attacco frontale, commercialmente e produttivamente parlando, senza precedenti.